Aiutiamoli…. ma a casa loro

Parliamo di quei 3 miliardi e mezzo di affamati e di quegli altri 3 miliardi che vivono con meno di 2 euro al giorno. E di quegli altri che hanno risolto il problema del pane quotidiano ma ci vedono vivere con più agio di loro, con più cose, con più lusso. Continueranno a dire semplicemente: “ma certo è giusto che europei e americani vivano meglio di noi, che mangino tutti i giorni, che abbiano bambini che non muoiano di malnutrizione o di stupide e curabilissime malattie, abbiano acqua corrente pulita e bevibile in case belle, i soldi da spendere per girare il mondo e venire magari da noi lesinando le mance?”. Certo, non è difficile non essere infastiditi da questi poveri esseri che si aggirano confusi in città e culture che non capiscono, se non per il fatto di essere più ricche delle loro, non essere infastiditi da un insistente venditore di rose. Ma guardiamoli bene in viso: qualcuno viene dalla guerra, qualcun altro dalla fame, qualcuno dal commercio degli schiavi di oggi; e comunque che percorso doloroso o infame per arrivare qui! “Ma noi che c’entriamo, siamo qui da duemila anni, facciamo il nostro lavoro, siamo persone per bene e questo è il NOSTRO Paese: tornatevene a casa vostra”. I più rozzi e quelli a cui manca un po’ di storia delle elementari (quella dei barbari, per esempio, che sono piombati qui superando ben altre muraglie di quelle che qualcuno vorrebbe costruire) reagiscono con la violenza (fisica o cartacea). I più attenti e generosi dicono “aiutiamoli sì ma A CASA LORO”: cioè, chiudiamo loro in faccia le nostre porte, costringiamoli a vivere entro i loro confini. Sembrerebbe una soluzione MA…

MA: innanzi tutto i loro Paesi possono essere semplicemente in guerra. Problemi loro? Non direi: la storia ci dice che noi (intesi come occidentali) uno zampino ce lo abbiamo sempre (o per “educarli” alla cosiddetta democrazia, o per far fronte al “pericolo comunista” o a quello islamico o su un altro versante  per “combattere il capitalismo” MA sempre COMUNQUE per sfruttare  le loro risorse. Guerre qualche volta tribali qualche altra culturali o di confine foraggiate da armi occidentali. Problemi loro?

MA: secondariamente ci sono Paesi, vedi la Nigeria, che semplicemente  scoppiano. Vinte alcune malattie e adottata un’igiene opportuna, la popolazione cresce a un ritmo allarmante: problemi loro? E siamo proprio noi a dirlo che abbiamo emigrati in tutti i Paesi del mondo, che la fame e il disagio hanno costretto all’emigrazione in diverse fasi della storia? Ci sono momenti e momenti nella evoluzione di un popolo: e diciamo grazie a quei Paesi che ci hanno accolti e integrati! Ma , dice, eravamo lavoratori e non delinquenti come quelli che segano le donne a pezzi: e la mafia americana che seppelliva i corpi nei pilastri dei grattacieli chi l’ha fatta? La gente non è tutta buona e remissiva: è un misto e prima di un delitto non si può sapere se l’assassino avrà un viso bianco o nero.

MA:  noi siamo eredi dei colonizzatori che hanno spogliato la “casa loro” e che ancora, tramite le multinazionali (per definizione anonime) continuano a farlo. Con quali risorse dovrebbero vivere a casa loro? Petrolio, diamanti, uranio, rame e materie prime di ogni tipo, monoculture per alimentare il ventre grasso di questo occidente dove non si muore più  di fame ma di obesità: e poi inquinamento, disboscamento, povertà e scarsità di strutture per l’alfabetizzazione.

DUNQUE: “aiutiamoli ma a casa loro” vi sembra un’affermazione possibile? Forse lo sarebbe stata in passato ma ora è troppo tardi.

E ALLORA CHE SI FA? Buona domanda: qualche soluzione c’è per utilizzare meglio questo pianeta. Ma intanto dovremo adattarci all’inevitabile melting pot globale di questa nostra epoca.

2 pensieri riguardo “Aiutiamoli…. ma a casa loro

  1. ‘Aiutiamoli a casa loro’? Ma dove sono finite la carità Cristiana, la misericordia e tutte quelle belle favole del Vangelo secondo …? E’ un gran bel pezzo Eugene. Quanto e’ difficile anche solo pensare di rinunciare ai privilegi e alle sicurezze. Quanta paura ci fa pensare che potremmo essere noi quei disperati, morti di fame e di paura…senza più casa, famiglia, speranza…Grazie Eugene…..continua a scrivere.

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