Alì vola senz’ali

Può un popolo tremendamente oppresso, oppresso fino al genocidio, diventare a sua volta oppressore? Una patria rivendicata da due popoli può giustificare aggressione e omicidio? XX e XXI secolo purtroppo ne sono testimoni. E dunque eccovi una ballata scritta con dolore diverso tempo fa, una ballata che sta aspettando la sua musica, Se qualcuno vuole occuparsene è fin d’ora autorizzato a farlo.

Alì vola

Alì vola senz’ali

nel cielo rosso.

Alì vola nel cielo delle comete.

Sotto la Luna

Alì vola e cerca.

Quegli occhi di ghiaccio e di paura

sulla porta:

mamma stringe Alida.

Sulla porta

un segno rosso

ma non è per salvarci

dall’ Arcangelo,

è un segno rosso,

rosso sangue.

Alì vola senz’ali,

Ma quel tubo nero singhiozza

quel tubo nero

tum tututum tumtum

e poi ancora

tum tututum

un uragano su di noi

e grandina, grandina

e fa male.

Occhi di ghiaccio

occhi di paura, cerca,

cerca ma non c’è più nessuno

C’è silenzio nel cielo rosso.

Ma vedo le comete

vengono da ovest a portar doni,

scendono sulla mia casa

e le pietre

le pietre della casa

sono d’oro e d’argento,

le pietre son d’oro e d’argento.

E poi fumo e polvere

polvere e fumo.

Occhi di ghiaccio

labbra tese

ma non è un sorriso.

E’ la vita che se ne va,

è la vita di tanti anni fa,

che se ne va

nel fumo di un camino.

Alì vola

vola, vola senz’ali

vola nel fumo

che l’abbraccia,

insieme a occhi di paura,

e si perdono insieme

nel fumo

di tanti anni fa.

 

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